venerdì 27 febbraio 2009

I bastoncini della solidarietà











Secondo una storiella giapponese, un valoroso samurai morì dopo una lunga, onesta ed eroica vita. Giunto nell'aldilà gli fu detto di dirigersi verso il Paradiso. Ma lui, da gran curiosone qual era, chiese di fare una capatina all'inferno, giusto per dare un'occhiata e vedere cosa vi succede. "Sapete, così potrò apprezzare meglio la felicità che mi attende in paradiso." Fu accontentato. Un angelo lo condusse immediatamente all'inferno per una rapida visita. Giunse in un vastissimo salone in cui c'era una tavola imbandita con piatti pieni di pietanze succulente e di leccornie fantastiche, ma i commensali che sedevano tutt'intorno erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà. "Com'è possibile che siano ridotti così, con tutto il ben di Dio che hanno a loro disposizione?" chiese il samurai alla sua guida. "Vedi, quando arrivano qui, tutti ricevono due bastoncini, che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati a una sola estremità." A questo punto, il samurai provò brividi sconvolgenti. Era terribile la punizione di quei poveri disgraziati che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto i denti. Con quei lunghissimi bastoncini era veramente impossibile. Il samurai non volle vedere altro e domandò di essere condotto in paradiso. Qui l'attendeva un'enorme sorpresa: c'era un salone identico a quello dell'inferno. E c'era pure un'interminabile tavolata di gente. Sul tavolo, circondate di profumini deliziosi, facevano bella mostra pietanze e portate appetitose. Non solo: tutti i commensali erano muniti di bastoncini lunghi oltre un metro e che potevano essere impugnati solo ad un'estremità per portare il cibo alla bocca. C'era soltanto una differenza: la gente attorno al tavolo era allegra, ben pasciuta e sana. "Ma com'è possibile?" chiese il samurai. L'angelo rispose: "All'inferno ognuno s'affanna ad afferrare il cibo e a portatrlo alla propria bocca, perché si sono comportati così durante la vita. Qui, in paradiso, invece, ciascuno prende il cibo coi bastoncini e si preoccupa di imboccare il proprio vicino." L'insegnamento è chiarissimo: il nostro mondo può essere un inferno o un paradiso, dipende primariamente dall'atteggiamento solidale o meno che assumiamo gli uni nei confronti degli altri.
Daniele Barbarotto

giovedì 26 febbraio 2009

Tempo, risorsa preziosa


Il tempo è la ricchezza che tutti possediamo. Il tempo va gestito giudiziosamente. Il tempo usato bene è sinonimo di progresso. Tra i doni che l'Universo ci ha fatto, questo è uno dei più importanti. Le ore passano, i giorni scorrono, gli anni volano, ma il cuore resta sempre pieno di sogni.
Daniele Barbarotto (Napoli)

mercoledì 25 febbraio 2009

Lo Spirito Universale è Amore!











Dobbiamo sapere che tutta la vita è animata da un'unica spirituale energia, che è l'essenza di tutto ciò che vive. Dobbiamo sapere che lo Spirito universale è come un Padre e che noi siamo come dei bambini, e questo è vero a prescondere da ciò che possiamo aver fatto o meno. Non c'è peccato che noi possiamo aver commesso che può derubarci della nostra natura divina, o del miracolo di chi siamo. Chi tra noi non ha mai abbandonato il retto sentiero, tradito un altro, agito imprudentemente? Chi tra noi non ha mai ceduto alla tentazione? Chi tra noi non si è arreso talvolta a un desiderio cattivo o a un'assuefazione negativa? Siamo tutti umani ed erranti. Ma lo Spirito ci vede perfetti. Realmente. Ognuno di noi è un bambino, un bambino candido come la neve. E allora perché sbagliamo, erriamo, ecc.? Perché c'è qualcosa che non abbiamo completamente capito, o ancora pienamente integrato nel nostro comportamento. Non siamo cattivi. In verità, noi siamo buoni. Neppure uno di noi è cattivo. A volte, siamo semplicemente in errore. E lo Spirito ci ama comunque, infinitamente, totalmente, eternamente. Ci ama esattamente così come siamo!!! Questa è una fantastica Verità che ci spinge ad essere migliori, ad allinearci con la nostra vera intrinseca natura. Quando ci rendiamo veramente conto che siamo figli dell'Amore, che siamo amati incondizionatamente, che siamo Uno con la Luce, automaticamente viviamo all'altezza del sublime.

Daniele Barbarotto

martedì 24 febbraio 2009

I misteri della vita





Cantano i boschi e i ruscelli, / il sole ride selvaggiamente / e un tizio col mal di schiena / fa una smorfia. / Puntura di spillo un'ape dà / ad un passante molesto. / L'acqua scorre spensierata / ed io mi domando / se essa in qualche modo pensi. / Se mangiate una mela, / fatelo con tutta calma! / La fretta è nemica acerrima, / lasciatela perdere: / assaporate ogni momento. / Fate che il tempo scorra / tra sorrisi, piacevolezze e risate. / Troppi lamenti e troppe lacrime / rendono salatissima l'esistenza. / I tetri ricordi non perseguitano più / chi guarda con occhi di meraviglia / e mantiene il cuore profumato / come un campo di fiori grati. /
Daniele Barbarotto (Napoli)

giovedì 19 febbraio 2009

CONGRATULAZIONI VIVISSIME!





Due tipi simpatici e lunatici come Bonolis e Laurenti non li trovi in nessun'altra parte del mondo. Ancor prima che avesse inizio, il Festival di Sanremo n° 59, a detta di molti, era con un piede nella fossa. Invece questi due geniali mattacchioni stanno dimostrando che la creatività paga. I profeti di sventure possono cambiare mestiere. Sul palco dell'Ariston succedono cose che piacciono a tanta gente ed è questo che conta, in fin dei conti. Certi critici scrivono le solite ammuffite castronerie perché non sanno fare di meglio. A mio avviso, questo è il Festival più bello in assoluto!
Daniele Barbarotto

mercoledì 18 febbraio 2009

W Benigni!


Saltella e corre un comico, / sul palco del Festival. / In mezzo al temporale musicale / c'è un omaggio all'arte / del vivere spensieratamente. / Si crea un'ascensione rapida/ verso quelle cime in cui l'etere / è un circuito di messaggi in codice. /
Daniele Barbarotto

martedì 17 febbraio 2009

Senza canzoni che vita sarebbe?


Il presente negli occhi, / l'avvenire nel cuore / tra migliaia di note fiorite. / Una canzone assiste / allo sbocciare dei sentimenti. / Verità antica come il mondo: / canta che ti passa! / Anche chi è accasciato / sotto il peso degli anni, / ascoltando una bella melodia / sente la vitalità rinnovarsi. / Ah, che bello il colore / della gioiosa musica! / Le canzoni sono naturali / come il gorgheggiare degli uccelli. / Ascoltando una dolce canzone / non siamo imbronciati o turbati / e l'atmosfera comincia / a risplendere di magiche luci. /

Daniele Barbarotto (Napoli)